«Aveva dovuto dire di no perché stavamo cominciando a lavorare su “Domenica In”»

Un Paese di mitomani, coi Michael Jackson che copiano gli Al Bano Carrisi e le Beyoncé che copiano le Cuccarini. Non solo nelle performance, ma anche su cose ben più importanti: «e 5-6 anni dopo, quando Julia Roberts indossò lo stesso abito alla Notte degli Oscar, se ne parlò per giorni. Insomma il Festival si conferma vetrina internazionale fondamentale.» E trovo meravigliosa quest’immagine di Julia Roberts che guarda il Festival di Sanremo e – rimanendo sdivanata per non perdersi le nuove proposte – si fa chiamare Valentino dalla servitù per dirgli: «Voglio il vestito indossato da quella dea bionda! It must be mine!»

Comunque, nell’attesa del giorno in cui ci verranno a dire che Oprah Winfrey trae ispirazione per i suoi talk show da Federica Panicucci e Paola Perego, Beyoncé ci dimostra tutta la superiorità del suo campionato, del suo ritmo nel sangue e del suo budget.

10 pensieri su “«Aveva dovuto dire di no perché stavamo cominciando a lavorare su “Domenica In”»

  1. Beh, che lo staff di Beyonce si guardi intorno alla ricerca di ispirazione, non é una novità (prendiamo il video di Sweet Dreams copiato dal fashion film di Gareth Pugh). Ed anche in questo caso c’é una somiglianza imbarazzante. Non pensare che perché siano oltreoceano siano migliori, o più creativi. È plausibilissimo che si ispirino a fenomeni minori ( se tu sei a Hollywood e copi una star del prime time di Latvia, ma chi ti scopre?).
    Il plagio é international e bidirezionale. Non é solo Luttazzi a copiare le battute dei comici americani, sono anche le Beyonce che – pienamente d’accordo, con risultati molto, ma molto migliori – copiano le gesta di icone nostrane.
    Così come é vero che Gaga col pancione non può non farmi pensare che Loredana Bertè did it before. O che Rettore, Oxa, Spagna siano una manna per tante stylistar.

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