Da Avatar a Lady Pantera, senza il minimo sforzo e in buona compagnia.

Settimana pesante. Le bestemmie non hanno arrecato il conforto sperato, il freddo è stato quanto mai freddo, le attività ricreative poche ma buone. Tra queste, la scoperta del mio nuovo modello di riferimento che risponde al nome di Lady Pantera, e tutto il dibattito che ne è conseguito: quanto sarebbe stato bello e più di livello se, anziché la compianta Brenda, avessimo avuto Lady Pantera coinvolta nel caso Marazu? Cioè, lei a Porta a Porta che mena gli altri ospiti insultandoli sarebbe stata davvero una cosa epica, davvero una cosa degna dell’enciclopedia della TV (se esiste). Il risultato raggiunto, comunque, è che ormai da 4 giorni parlo con accento brasiliano e sono diventato più volgare di quanto già non fossi. Altro passaggio gradevole è stata la gita, accompagnato da tre adorabili individui, ad un cinema multisala di quelli lontanissimi dal centro di Milano (parliamo di km), a 67 sale, dentro un colossale centro commerciale. Dopo una breve sosta per rifocillarci, chez  fast-food Giovanni Rana (non un semplice ossimoro letterario, ma reale), entriamo al cinema. Proiezione: Avatar. Fine della proiezione: svariate ore a seguire. Mia recensione: Pocahontas 2.0. Voglio dire, i film brutti sono altri, siam tutti d’accordo, però dopo la prima scena sapevi già come sarebbe andato a finire, quello che sarebbe successo, dove andavano a parare i cattivi, dove andavano a sbatter le corna i buoni. Nel mezzo, quelle mille mila metafore da fiaba con altrettante mille mila chiavi d’interpretazione. Il difetto più grande, però, la durata. Lungo, talmente lungo che, una volta uscito, mi sembrava di essere già a Febbraio, già 27enne.

A parte le due belle parentesi sopra, la settimana è stata immonda. Sgradevolissima. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, avrei dovuto capirlo alla fine del weekend precedente, quando, come ho già scritto altrove, ho realizzato che per quanto uno si impegni a bere la sera prima, arriva poi facebook il giorno dopo a riportarti alla dura realtà dei fatti. Con richieste di amicizia da catalogare in Tipi con cui ho limonato e che ricordavo decisamente più carini.  Lo sprezzo del pericolo mi ha però sempre contraddistinto. E stasera si torna sulla scena del delitto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *