Bentornato, Mr. Ford

Non saper da dove cominciare. Tutta un’esplosione di figaggine nucleare elevata all’ennesima potenza. Karen Elson che canta – perché essere fighe non basta – Daria Werbowy che ammicca, il compagno canuto in prima fila che applaude, Stella Tennant, Amber Valletta e Carolyn Murphy (le supermodel superstiti), Lauren Hutton e Julianne Moore  (il tocco intenso), Daphne Guinness (il tocco socialite), Lou Dillon (il tocco matta e alternativa), Liya Kebede (il tocco etnico) e Terry Richardson che zompetta qua e là con la camicia di flanella e, insomma, il name-dropping. Poi esce Beyoncé, e la figaggine è talmente ben diversificata, ragionata, che non le noti neanche i fianchi calibrati, né a lei né alla Roitfeld minore (minore, ovviamente, non solo in senso anagrafico). Infine lui, bello e sorridente si prende gli applausi e gli abbracci, come fosse una presentazione Avon a casa tra amiche.

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