«I ciocorì? Non credo di averli mai assaggiati.»

Mentre una abbraccia l’inedita e nuovissima crociata contro l’anoressia – ché ormai lo sappiamo tutti che è colpa delle modelle e del fèscion system se l’anoressia esiste e prolifera – e aspettando la crociata contro i gruppi di facebook che incitano a menare le vecchie in fila al supermercato, o le cassiere stronze che ti guardano male se non prendi il sacchetto ecologico, l’altra regna sulla copertina del WSJ e non solo.

Qui c’è un video vecchiotto ma interessante, soprattutto per quelle persone di contenuto che fanno fatica a capire il lavoro e la personalità di questa sciagurata che guadagna tanti soldi occupandosi di frivolezze. Mentre milioni di bambini di colore scuro muoiono di fame.

«I only wear the latest thing. It’s my job»

Certo. Noi siamo per il cambiamento, noi siamo per il non fossilizzarsi, noi siamo per il guardare sempre avanti. Però è finita un’epoca, almeno a Vogue Francia. L’epoca dei bustier traforati di Azzedine Alaïa, del make-up perfettamente sfatto, di meravigliose ginocchia nude in prima fila, dell’animalier magistralmente portato, insomma, l’epoca della superiorità della Signora Roitfeld, che dichiarava «I never wear jeans. Jeans are for my assistants».  La nuova Carine infatti è tanto carina, tanto stylish, ma così tanto democratica: «I love jeans. I wear a lot of jeans». Fortunatamente, finché c’è Kaiser Karl c’è speranza. Finché c’è Kaiser Karl nessuna fashion victim di provincia aspirerà invano.

«Bàt Ai òlso e desàiner»

La meraviglia al minuto 0:30. Quando si consuma tutta la tragedia di una diva nostrana: non avere neanche una straccia alle sue dipendenze con l’incarico di istruire il cameraman sulla distanza ottimale da mantenere tra sé e la diva intervistata. Tragedia sicuramente ben più grave del non avere un insegnante d’inglese.

Thanks to my lovely Maurino per la segnalazione.