«My only ambition in life is to wear size 28 jeans.»

Oggi è stata una giornata particolarmente pregna di cibo (quando mai), buon vino bianco (quando mai), tante risata (quando mai). Al pranzo sono seguite lunghe ore dedicate a una sana digestione e momenti particolarmente impegnati, quali la visione del documentario Lagerfeld Confidential. Ora, il documentario in sé non è niente di memorabile (d’altronde, non vedo perché aspettarsi di più) ed è una versione alquanto noiosa di quello che tutte le persone con un sano senso delle priorità (io, cioè) hanno imparato a recitare a memoria un giorno sì e l’altro pure. Kaiser Karl, però, regge tutto con le sue punchline, i suoi (pare 70) iPod e i suoi millemila anelli. Descrive una madre bizzarra e irresistibile – cui presumo dobbiamo cotanto genio – e liquida tutti quelli che vorrebbero attribuire una qualche utilità sociale alla moda con un laconico «If you want social justice, be a civil servant. Fashion is ephemeral, dangerous and unfair.»

Per me pane e volpe, grazie.

Se già l’intelligenza non fa fare sempre i soldi, figuriamoci il contrario. Tra gli ultimi esempi lampanti di tale altissimo postulato, c’è il tizio che va a trovare, in pieno hinterland milanese, la sua migliore amica transessuale  – ché lui è di famiglia buona, ma mica ha pregiudizi, frequenta gli emarginati per amicizia, mica per altri interessi – a bordo non proprio di un’utilitaria e, qualora il modello di macchina possa passare inosservato, ci pensa il colore giallo canarino a farsi notare. Ora, tralasciando la totale mancanza di senso estetico che può spingere un cristiano a comprare una qualsiasi cosa di colore giallo che costi sopra i mille euro (mi viene in mente solo un cappotto di Jil Sander sopra quella cifra acquistabile senza provarne poi vergogna), mi vien da dire: ma una Punto grigia, una Panda bianca, una Bravo nera, un’Innocenti color tortora, non sarebbero state meglio? Ovvio, magari i paparazzi avrebbero seguito lo stesso il giallo dei capelli, però almeno si poteva passare per essere meno pirla. Per il resto, la solidarietà più assoluta per un cristiano che è stato fidanzato con una ragazza very simple e normale come sua sorella, abbastanza intelligente però da non scivolare sui pennuti che entravano nella stanza.