La stronzaggine degli angeli.

È un’intervista molto bella e rivelatrice. Di cosa? Della stronzaggine degli angeli. Non solo ricordano a Giorgia Palmas il nonno che vuole ancora ballare – ma non può, perché? perché è morto – non solo perché fanno sciopero e ci privano i palinsesti di Caterina Balivo, ma soprattutto perché pigliano un grande sensitivo inglese (mica uno qualunque, uno che si telefonava con Diana Spencer) e, di tutti i posti sul pianeta terra, lo mandano a Sciacca ad amare un parrucchiere. Senza passare dal via. Ringraziandoli inoltre per l’esistenza di Lorena Bianchetti (non può non essere merito loro), vi lascio alla lettura. Qui.

Grazie a M.

«La mia passione sono le madri povere.»

Avrei pagato qualunque cifra per assistere alle riunioni dello staff del sindaco Moratti per la preparazione della campagna elettorale. Mi sembra di vederlo, quel trust de cervelli intorno al tavolo, lei suprema, su un trono imponente, ad ascoltare tips del tipo «Iniziamo dal sito: è necessaria una grafica moderna, che renda l’immagine del sindaco più fresca, giovane, umana», «Le apparizioni pubbliche: deve sciogliersi, arrivare al cuore della gente, essere una simpaticona. Basta con quella rigidità un po’ snob, distante dal paese reale. Ecco, potrebbe ballare disinvolta, muovere le braccia con la scioltezza che le è propria, sorridendo come solo lei sa fare, mantenendo il suo sguardo intelligente e magnetico sulla platea. Quale occasione più ghiotta della festa della mamma
L’efficacia della campagna la sapremo più avanti, intanto un risultato è innegabile: Letizia Moratti è migliore di qualsiasi sua imitazione. E ce ne voleva.

 

È bellissimo, è a Palazzo Marino! (semicit.)

No, non è uno scherzo. È lei che è una gran simpaticona, è autoironica, è vicina alla gente, legge persino le fiabe dei poveri. Come tutte le altre sciure che scoprono l’internèt a sessant’anni e si rincoglioniscono completamente. Però vorrei una petizione on line, chessò, per abolire le aiuole poco colorate, i venditori ambulanti anoressici, gli immigrati bulimici. Per il resto è già perfetta. Qui.

 

«Bàt Ai òlso e desàiner»

La meraviglia al minuto 0:30. Quando si consuma tutta la tragedia di una diva nostrana: non avere neanche una straccia alle sue dipendenze con l’incarico di istruire il cameraman sulla distanza ottimale da mantenere tra sé e la diva intervistata. Tragedia sicuramente ben più grave del non avere un insegnante d’inglese.

Thanks to my lovely Maurino per la segnalazione.

Mentire sapendo di mentina.

Non ci sono settimane della moda uomo né look incredibilmente-sobri di Anna Dello Russo che tengano di fronte all’intrattenimento che il Presidente ci sta regalando. Vengono sfornate meraviglie a una velocità tale da far fatica a starci dietro. Nell’attesa di farci le magliette con la scritta «Per lui Noemi è la pupilla io sono il culo» (la comunità gay non l’ha ancora ben recepita e digerita, ma riassume mondi), poco fa ho immediatamente rivalutato una delle battute più sceme della Storia. Quella che dà il titolo al post.  «È più intimo fare la nannina a seggiolina stretti stretti, con la mentina in bocca, che far sesso. […] Lui la chiama la nannina. Gli piace addormentarsi “a seggiolina”, abbracciati.» Insomma, una Manna dal cielo. Il resto qui.