«You could pick up a dress from Marks & Spencer and spend $30 having it altered so it does your shape justice.»

Certo – virgola – certo.Perhaps we shouldn’t be amazed by such democratic words of sartorial wisdom. After all, this is the same woman who, as we wrap up our shoot for the day, is so graciously having a group of young Twitter followers (who have been waiting patiently in the lobby of her building) up for afternoon tea. Qui.

Bentornato, Mr. Ford

Non saper da dove cominciare. Tutta un’esplosione di figaggine nucleare elevata all’ennesima potenza. Karen Elson che canta – perché essere fighe non basta – Daria Werbowy che ammicca, il compagno canuto in prima fila che applaude, Stella Tennant, Amber Valletta e Carolyn Murphy (le supermodel superstiti), Lauren Hutton e Julianne Moore  (il tocco intenso), Daphne Guinness (il tocco socialite), Lou Dillon (il tocco matta e alternativa), Liya Kebede (il tocco etnico) e Terry Richardson che zompetta qua e là con la camicia di flanella e, insomma, il name-dropping. Poi esce Beyoncé, e la figaggine è talmente ben diversificata, ragionata, che non le noti neanche i fianchi calibrati, né a lei né alla Roitfeld minore (minore, ovviamente, non solo in senso anagrafico). Infine lui, bello e sorridente si prende gli applausi e gli abbracci, come fosse una presentazione Avon a casa tra amiche.

Io lotto per voi, tapini.

La TV italiana è piena – se ne cade – di soggetti aberranti. Non certo per snobismo, la tv la guardo poco sì, ma nella lista dei programmi che seguo compaiono anche X Factor, L’isola dei famosi, a volte Amici. Oggi pomeriggio facevo zapping, canale 5, Barbara D’urso, Daniela Santanché. Che ci vuoi mettere di più? Un po’ di Islam, un crocifisso bistrattato, e hai riempito il pomeriggio. Ora, non entro neanche nel merito della polemica il crocifisso sì il crocifisso no (che se è quello il solo simbolo della nostra cultura titolato a stare appeso nelle aule, allora mi vien da pensare che stiamo davvero sottovalutando la storia della nostra cultura), e nemmeno nel merito degli imbarazzanti outfit della presentatrice (che meriteranno un approfondimento a parte) vorrei piuttosto soffermarmi sugli autorevoli interventi della Santanché, tra i pochi pregi della quale, c’è quello di collezionare Kelly di Hermés. Qualche settimana fa s’è recata a farsi menare ad una manifestazione islamica professando l’inopportunità del velo, nel modo più provocatorio possibile. Oggi è stata in grado di definire, in diretta nazionale, Maometto un poligamo pedofilo con mogli bambine. Ora io dico: se domani mi sveglio e me ne vado ad una manifestazione dei giovani di Forza Nuova, travestito da Lorella Cuccarini, insultando le loro madri e questi mi rompono le ossa della schiena, non è che poi sono così faccia tosta da ergemi ad eroe della libertà e a paladino dei diritti civili. Cioè certe cose lasciamole fare a Borghezio, che è più portato di noi. La Santanché, ci tiene a far sapere, vive sotto scorta, come Saviano. Però lei la scorta l’aveva anche prima, perché favolosamente ricca, anche quando la cosa più provocatoria che era stata in grado dire era stata “i tacchi, per me, sono delle protesi“.