Perché non c’è mai un John Galliano nei paraggi quando serve.

Insomma niente vizi da star, come andare alle sfilate e fare shopping?

«Guardi, le rispondo perché sono una persona gentile, ma voi giornalisti fate sempre le stesse domande: è vero, gli impegni pubblici e mondani mi costringono a seguire la moda con una certa attenzione, ma restituisco sempre gli abiti che indosso in occasione di una première. E nella vita quotidiana cerco di applicare la regola “no-buying-anything-new”: non compro niente di nuovo finché non ho i buchi nelle scarpe. Vestirmi è solo un gioco, niente di importante. Perché ora non facciamo una conversazione intelligente?»

L’intervista all’attrice-premio-oscar-parlo-67-lingue-laureata-a-harvard-mica-pizzi-e-fichi è qui. Il briefing di Galliano qui.

«Bàt Ai òlso e desàiner»

La meraviglia al minuto 0:30. Quando si consuma tutta la tragedia di una diva nostrana: non avere neanche una straccia alle sue dipendenze con l’incarico di istruire il cameraman sulla distanza ottimale da mantenere tra sé e la diva intervistata. Tragedia sicuramente ben più grave del non avere un insegnante d’inglese.

Thanks to my lovely Maurino per la segnalazione.

«Non è il caso di trovare un’alternativa diversa?»

Ieri sera ho visto il nuovo programma di Signorini, Kalispéra. Protagonista assoluto è stato il montaggio della trasmissmione, d’avanguardia ad cazzum, con Simona Ventura che prima c’è, poi saluta e se ne va, poi riappare magicamente dopo un blocco pubblicitario, poi annunciano la sua partecipazione quando già ha partecipato ed è già stata congedata (più o meno così, suvvia, questo è giornalismo d’inchiesta, mica è necessario verificare sempre tutto). In ordine sparso: il cane di Signorini che ronfa sul tappeto, l’autorevole intervento in studio di Rutelli (del quale dimentichiamo continuamente l’esistenza), il vibrante collegamento della Gelmini (aggiudicatasi immediatamente il premio peggio pettinata dell’ultimo trimestre 2010), Elena Santarelli e le sue calze velate (effetivamente troppo figa per la TV, sfoderiamo qualcosa che la renda meno offensiva. Le calze velate, appunto). Queste e tante altre cose più o meno irrilevanti, che comunque mi hanno molto intrattenuto.

Poi il genio assoluto. Irene Ghergo, figa senza senso, in una gag di provini (certo, roba vista e rivista, ma funziona sempre) esprime tutto il suo irresistibile veleno, pronunciando peraltro importanti perle che, venissero inculcate d’obbligo alla popolazione tutta, contribuirebbero enormemente all’evoluzione della civiltà (offuscata invece dallo strateggìsmo eccetera).

Ecco qui.