A Cuneo.

Volevo approfittare di questo mio autorevole e seguitissimo spazio per fare una dedica a Daniela, quella delle Kelly di Hermès, quella dei tacchi-come-protesi, quella del mangio-del-mio-mangio-e-lo-rivendico-con-orgoglio. La dedica è qui. Dal minuto 2:10, volendosi evitare il molesto Claudio Bisio.  Perché ieri, mentre ammiravo le braccia di Paola Cortellesi, mi sono ricordato di questa scenetta qua, che m’era tanto piaciuta.

«Papà, papà, mi compri un fratellino?» «Chiedilo a tuo padre»

Perché si sa che ai ricchioni piace molto lo shopping,  spendere i soldi nei negozi alla moda. Il loro potere d’acquisto è mediamente maggiore rispetto a quello dell’eterosessuale medio.  Quindi mi pare assolutamente chiaro che «Là dove le adozioni da parte di coppie gay sono consentite […] è esplosa la compravendita di bambini e bambine». Lo dice Giovanardi, che ne sa una più del diavolo, da buon sottosegretario alla famiglia cristiana.

I grandi marchi del lusso hanno già mandato in produzione costosi bambini griffati. Pare che Louis Vuitton stia già pensando a una nuova serie di bambini monogrammati o damier, Bottega Veneta proporrà modelli di intrecciato, pezzi unici di altissimo artigianato. Frida Giannini potrebbe pensare a cuccioli d’uomo con morsetto già incorporato.

E per chi non può permettersi di comprare un bambino full-price ci saranno gli outlet village o i Paesi Poveri. Per i pezzi di ricambio.

Per me pane e volpe, grazie.

Se già l’intelligenza non fa fare sempre i soldi, figuriamoci il contrario. Tra gli ultimi esempi lampanti di tale altissimo postulato, c’è il tizio che va a trovare, in pieno hinterland milanese, la sua migliore amica transessuale  – ché lui è di famiglia buona, ma mica ha pregiudizi, frequenta gli emarginati per amicizia, mica per altri interessi – a bordo non proprio di un’utilitaria e, qualora il modello di macchina possa passare inosservato, ci pensa il colore giallo canarino a farsi notare. Ora, tralasciando la totale mancanza di senso estetico che può spingere un cristiano a comprare una qualsiasi cosa di colore giallo che costi sopra i mille euro (mi viene in mente solo un cappotto di Jil Sander sopra quella cifra acquistabile senza provarne poi vergogna), mi vien da dire: ma una Punto grigia, una Panda bianca, una Bravo nera, un’Innocenti color tortora, non sarebbero state meglio? Ovvio, magari i paparazzi avrebbero seguito lo stesso il giallo dei capelli, però almeno si poteva passare per essere meno pirla. Per il resto, la solidarietà più assoluta per un cristiano che è stato fidanzato con una ragazza very simple e normale come sua sorella, abbastanza intelligente però da non scivolare sui pennuti che entravano nella stanza.